Sicurezza in bici

La bicicletta è sinonimo di libertà. Questo non significa che in sella tutto sia permesso. Anzitutto per garantire la nostra sicurezza, è bene tenere a mente qualche consiglio e poche regole non sempre conosciute.

Sui brevi percorsi urbani, la bicicletta è senza dubbio il mezzo più rapido, flessibile ed economico a nostra disposizione. Per la sua stazza contenuta e per le velocità limitate che può raggiungere è anche uno dei mezzi meno pericolosi che circolino per le nostre strade. Per le stesse ragioni, è però anche uno dei mezzi più fragili nei confronti degli altri mezzi in circolazione. L’unico modo quindi per circolare in piena sicurezza è quello di rispettare oltre alle comuni regole del codice della strada, anche alcune regole specificamente indirizzate alle biciclette…e seguire qualche consiglio di Bycly.

Sempre sulla ciclabile

Il comma 9 dell’art. 68 del Codice della Strada recita testuale: “I velocipedi (sic!) devono transitare sulle piste loro riservate quando esistono”. Anche se è in pessime condizioni. Anche se si interrompe nel nulla. Laddove invece una ciclabile non esiste, il consiglio degli esperti è di “prendere il proprio spazio”. Non schiacciamoci sulla destra: siamo più vulnerabili agli sportelli delle auto parcheggiate e meno visibili dalle automobili che ci seguono. Oltretutto, lo stesso codice della strada obbliga le automobili a concedere almeno un metro e mezzo di distanza laterale durante il sorpasso di una bicicletta.  

Luci e campanello, dotazioni irrinunciabili

In tema di luci e di strumenti di segnalazione (come ad esempio il campanello? il nostro codice della strada è piuttosto ambiguo e lascia ampio margine alle interpretazioni. Se non vogliamo correre rischi, meglio avere sempre campanello e luci di qualità anteriori e posteriori montati e funzionanti.

Il casco in testa? Non è un obbligo. Le mani sul manubrio, sì

Potrà sorprendere qualcuno, ma nessun articolo del codice della strada impone l’uso del casco, nonostante periodicamente venga proposta l’introduzione di questa norma. Gli studi in realtà che l’hanno sperimentata mostrano però che non ha un impatto sul numero di feriti o morti fra i ciclisti. Detto questo, se il casco aumenta la vostra sensazione di sicurezza e vi permette di pedalare più rilassati, non esitate a indossarne uno. L’importante è che sia della vostra misura, sempre ben allacciato e che lo sostituiate ogniqualvolta riceve un colpo. Quello che il Codice della Strada invece impone è che il manubrio sia sempre saldamente tenuto con entrambe le mani. Se siete quindi di quelli che amano portare a casa la spesa o la pizza sfoggiando le vostre doti di equilibrio…beh, è tempo di dotarsi di portapacchi, borse o carrettino!

Novità in arrivo

Da diversi anni ormai è in discussione una riforma del nostro codice della strada. Fra le ultime proposte avanzate, due riguardano la bicicletta. La prima, il “doppio senso ciclabile” o “senso unico eccetto bici» (ma non “bici in contromano” come alcuni detrattori l’hanno battezzata) permetterebbe di allineare l’Italia a quanto già si fa in moltissimi paesi europei. In pratica, consiste nel consentire alle biciclette di percorrere nei due sensi strade in cui il traffico a motore circola a senso unico. La misura riguarderebbe ovviamente solo le strade sufficientemente ampie e in ogni caso, solo quelle in cui il limite di velocità è di 30 km/h. La seconda novità riguarda la circolazione delle biciclette nelle corsie riservate ai bus, altra norma molto comune fuori dai nostri confini e occasionalmente sperimentata da alcune municipalità italiane. Staremo a vedere…

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